

Martina è una ceramista. La sua pratica nasce da un rapporto profondo e continuativo con la materia, sviluppato nel tempo come un processo di formazione personale oltre che tecnica.
La ceramica ha accompagnato in modo costante le diverse fasi della sua vita, diventando uno strumento di trasformazione, di ascolto e di costruzione dell’identità. primo incontro con l’argilla avviene in età scolare, durante un corso extrascolastico alle scuole medie, attraverso la realizzazione di piccoli fiori e tessere da mosaico.
L’interesse si consolida negli anni del liceo, dove le materie plastiche diventano il luogo in cui prende forma una consapevolezza concreta della tridimensionalità e del rapporto fisico con il lavoro: l’opera non rimane sulla carta, ma si fa oggetto, presenza, esperienza tattile.
Nonostante successivi cambi di direzione professionale, la ceramica rimane un elemento centrale e ricorrente, mai marginale. Presente in modo latente nell’immaginario dell’infanzia e nelle aspirazioni personali, diventa un punto di ritorno nei momenti di ricerca di stabilità e di necessità di un risultato concreto. I primi manufatti sono piccoli oggetti destinati alla famiglia, che rappresenta anche il primo sostegno concreto al suo percorso, con il dono del primo tornio da vasaio. Da questo momento prende avvio un percorso di formazione strutturato.
La difficoltà dell’apprendimento autodidatta e la complessità della disciplina rendono necessario l’incontro con maestri e contesti di studio specifici.
Martina si forma con Luca Pedone a Bergamo, approfondendo le basi tecniche del tornio, per poi ampliare la propria ricerca attraverso lo studio dei rivestimenti ceramici con Anna Esposito a Montelupo e delle cotture ad estrazione con Antonio Ginto a Lecco.
La sua pratica si fonda su un’idea di processo non lineare, in cui errore, ripetizione e sperimentazione diventano strumenti di crescita. Lontana da una ricerca di perfezione formale o dall’adesione a aspettative esterne, la ceramica rappresenta per Martina uno spazio di scoperta continua, un antidoto alla frustrazione e una vera e propria rivoluzione personale.


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